dom 29 mag

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Ruffré

Piedi / Ide Maman

Riflessioni sul valore del viaggio e su ciò che vi si collega idealmente, compresi gli oggetti che ci portiamo e che qui lasciamo in dono con un intento preciso.

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Piedi / Ide Maman

Time & Location

29 mag, 11:00

Ruffré, Maso Molin, 38010 Ruffré TN, Italia

About The Event

Dopo l'anteprima al liceo Pascoli e la ripresa sempre al Pascoli per CRATere "genesi" la performance "Piedi" di Maman Ide ai Laghetti di Ruffrè aperta al pubblico.

I partecipanti dovrebbero prenotarsi e portare un oggetto personale significativo.

+39 329 6768999 info@crat.it

Riflessioni sul valore del viaggio e su ciò che vi si collega idealmente, compresi gli oggetti che ci portiamo e che qui lasciamo in dono con un intento preciso. Il titolo ha un riferimento implicito al cammino, al camminare, ai passi. E il primo cammino è quello di quando da bimbi ci si mette in piedi e si comincia ad esplorare lo spazio intorno a sé. Il vero viaggio è ignoto. Chi si mette in viaggio o meglio in cammino, nel viaggio non sa cosa troverà, a cosa andrà incontro, o cosa scoprirà. Così dal mito greco di Ulisse che solca i mari come emblema della fame di conoscenza, al mito religioso della attraversata del deserto per ricercare la terra promessa del popolo ebraico, passando alla storia, la ricerca di nuove terre di Cristoforo Colombo e di altri esploratori. Il viaggio è scoperto dell'ignoto. Forse per queste ataviche radici ci mette sempre un po’ d'ansia partire, insieme oerò a curiosità, voglia di scoprire, di conoscere, di cambiare che alla fine è caratteristica che coinvolge un po’ tutti quella di sentirci sempre un po’ cambiati alla fine del viaggio. Il viaggio dell'emigrante è ancora più indicativo di tutte le implicazioni, ansia, paure, solitudine ma anche aspettative e spinta verso il futuro. Poi subentrano le difficoltà in luoghi di culture sconosciute che stimolano le risorse umane delle persone da una parte ma insieme anche la sua fragilità. Ma il viaggio nella storia ha significato grandi incontri, grandi contaminazioni culturali, grande fusione di civiltà Quindi il viaggio contiene tutte le contraddizioni proprio della vita di cui può assumere il valore di grande metafora. In questa performance avvengono molte cose anche non immediatamente percepibili ma che vanno considerate nei loro tempi di svolgimento e nei loro processi più complessi di significazione. Innanzitutto c’è l'incontro con l'artista performer che è un immigrato e che fa salire sulla sua semplice ed essenziale barca chi vorrà connettersi con lui. Con lui s'instaura un dialogo muto attraverso lo sguardo con un intenso scambio di invisibili correnti di energia e di spiritualità. Un modo di sentirsi prima di conoscersi. Poi dopo l'incontro che ha lasciato una traccia dentro di noi e aperto un cammino interiore, si lascia a lui in dono un proprio oggetto forse di un proprio viaggio o anche un semplice oggetto d''affezione che per noi ha un significato particolare; il gesto indica il rafforzamento di amicizia, di connessione, di accettazione, per prima cosa, ma l'entrata in campo nella performance degli oggetti contiene anche un significato artistico ben preciso quello di tramutare , cambiare la loro realtà umanizzandoli. Non considerare gli oggetti come strumenti di consumo, di funzionalità o di status simbol ma assumerli come espressione di una parte di ciascuno di noi che innesca una serie di meccanismi simbolico-psicologici molto forti e significativi.

L’oggetto si stacca dalla sua destinazione utilitaristica per assumerne una, ricca di senso umano che noi gli attribuiamo considerandolo elemento parte di noi stessi, del nostro essere e della nostra essenza, come memoria e come affinità tra la nostra profondità e quella scelta che già a monte sappiamo può essere anche dettata dalla loro stessa forma, secondo quanto ci dicono le teorie della psicologia della percezione. Ma qui nel gesto dell'offerente c'è un senso in più: consegnare, affidare al migrante, alla barca, il nostro oggetto, significa essere vicino a chi, slegato da un luogo d'origine, cammina alla ricerca di altri luoghi, di altre realtà e di cambiamenti radicali, di un diverso destino, significa accettare, accogliere la persona, ribadire una vicinanza e riconoscersi in lui e quindi, al tempo stesso, consapevolizzarsi su sé stessi e sull'altro da noi che siamo sempre noi. L'oggetto diventa dunque simbolo di un crocevia ideale di trasformazione di sé. Come il viaggio così l'oggetto nostro, nel viaggio che gli facciamo fare, significa volontà di mutamento di noi stessi e di affidamento di noi stessi all'oggetto che dunque da ora viaggerà idealmente al nostro posto, per noi. Nello stesso tempo mimiamo la distanza che ci separa da qualche cosa che amiamo e che abbandoniamo ad un ignoto che però ci fa da stimolo per proseguire nella nostra crescita, maturità, conoscenza, cambiamento potenziale di noi stessi. Questo gesto, come ogni viaggio, ci cambierà perché presuppone un viaggio di una parte di noi attraverso l'oggetto e di rinuncia di parte di noi stessi per costruire una realtà diversa, un futuro diverso insieme agli altri. Salutiamo come entità umane e viventi i nostri oggetti verso il viaggio ignoto che si chiama futuro La performance ha dunque una finalità primaria di assunzione di consapevolezze che ci mettono in relazione con gli altri e allargano il nostro orizzonte che si espande abbracciando luoghi e genti sempre diversi e sempre più idealmente ampi. L'atto performativo è in questo modo un processo fortemente partecipativo, si realizza cioè dentro questa relazione con l'altro e si pone nell'ambito di un'arte di natura concettuale, social relazionale, carica di grande valore etico.

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